2021
Intervista di Italo Soncini al Quotidiano Energia. Aura è il nome con cui la ex Accord Phoenix è ripartita nella primavera del 2020. La società era nata nel 2016 all’Aquila, nel cratere del terremoto, con soci privati e il supporto di Invitalia. L’investimento, circa 60 milioni di euro, era andato quasi tutto a impianti e stabilimento.
L’avvio è stato difficile, con due sequestri e una fase di start-up mai chiusa. A fine 2019 il fondo Orchard, poi socio unico, si rivolge ad Alvarez & Marsal. Nella primavera 2020 Orchard decide di continuare e manager della società di consulenza entrano nella gestione, tra loro Soncini come presidente.
Soncini sottolinea che un fondo estero ha investito in Italia nel pieno del lockdown, per macchinari in grado di trattare integralmente i RAEE. A seconda della tipologia, il recupero va dal 93-94% al 98%: rame, alluminio, ferro e una plastica trattabile. Il resto, allora, andava in discarica.
L’impianto lavorava circa 15.000 tonnellate l’anno, con l’obiettivo di 25-30.000, oltre Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Mezzogiorno, dove la logistica è conveniente.
L’accordo con ASM L’Aquila regolava raccolta, conferimento e trattamento, prima in città e poi nelle altre province. Accordi anche con utility fuori regione, tra cui Iren, Hera e A2A.
Soncini indicava la difficoltà di trovare spazio, il Covid e un sistema di consorzi con margini di efficientamento. «Il RAEE si muove troppo, bisogna puntare a un RAEE a km 0 o almeno ridurre i flussi.» Serve, concludeva, una visione d’insieme e un supporto centrale.
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